domenica, marzo 13, 2011

 

Tempo di letture

Oggi in tutto il nostro Cantone continua la Quaresima. Per la verità nei paesi con rito romano è già iniziata mercoledì scorso, ma questo è un dettaglio. La Quaresima è tempo di penitenza, di generosità (attraverso la busta del Sacrificio Quaresimale cattolico o il Pane per i fratelli evangelico) e di ... istruzione. Ed è proprio su questo impegno, il meno conosciuto, che vorrei soffermarmi. Nei primi secoli del cristianesimo l'istruzione in Quaresima veniva data abbondantemente, soprattutto a chi si preparava al battesimo. Questa preparazione durava un biennio e, nella Quaresima che precedeva l'amministrazione del primo sacramento (che veniva dato durante la veglia pasquale, la notte del sabato santo) diventava quotidiana. Vi erano pure degli esami: se il catecumeno non dimostrava di possedere sufficientemente la dottrina cristiana (mutuata dalla Bibbia) veniva rimandato per approfondire il messaggio. Ecco perché mi sento di proporre la lettura della Bibbia ai credenti, come obbligo di coerenza, ai non credenti come arricchimento culturale. Durante la Quaresima leggete qualche libro di carattere religioso, specie biblico.
Qualcuno mi dirà: ma io non li conosco? Scusa non accettabile; oggi con internet si trova tutto. Ma se proprio volete delle indicazioni che valgono per tutti (credenti, dubbiosi e non credenti) provate a leggere il mio libro: Ti presento Gesù Cristo che, in Ticino negli ultimi anni, ha avuto un vero successo. Per chi l'ha letto, seguono altri due libri: Gesù. Parte seconda. Le sue meravigliose parabole per chi ancora non le conosce, per chi dubita, è in difficoltà e non crede. Oppure: Gesù. Parte terza. I suoi miracoli sempre per dubbiosi e non credenti.
Ma "i miracoli" dovrebbero essere approfonditi anche dai credenti se non vogliono ridurli a gesti magici.
Per chi poi è particolarmente amante della storia ecco gli Atti degli Apostoli. Ritratto della chiesa delle origini per chi ancora non la conosce... Questi libri si possono acquistare nelle migliori librerie ticinesi o ordinare direttamente presso l'Istituto Bibliografico Ticinese (091 820 08 80) o tramite e-mail: info@istitutobibliografico.ch al prezzo speciale di franchi 25.- l'uno.

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domenica, febbraio 21, 2010

 

Quaresima 2010

È iniziata la Quaresima con il rito delle Ceneri. Vi è un detto popolare che dice: “Cospargersi di cenere” per significare pentimento o, almeno, presa di coscienza di qualche cosa che è andato storto.
Chi dovrebbe “cospargersi di cenere” in questa Quaresima? Nell’ultima etic(hett)a ho parlato di quei genitori che non si sono dimostrati in grado di educare i propri figli; per loro, “cospargersi di cenere”, potrebbe dire accettare una proposta formativa.
Altri che dovrebbero “incenerirsi” sono le banche e i governi. Tutti sappiamo che si trovano davanti a preoccupanti interrogativi. I governi nazionali devono comperare, per cifre ingenti, i nomi dei loro evasori fiscali che funzionari delinquenti rubano ai loro istituti?
Rispondendo di sì, si afferma che i governi sostengono questo modo illecito di agire. Rispondendo di no, si afferma che gli stessi governi, indirettamente, favoriscono l’evasione o, per lo meno, la lasciano impunita. Un bel “rebus”! Secondo la teologia morale cattolica tradizionale, in casi simili bisogna scegliere il male minore. Ma in questo caso qual è il minor male? Personalmente ritengo che il male minore - ma sempre male - sia il peccato sociale, quindi gli evasori di grosso calibro devono essere scovati, trovando modi e maniere il meno eclatanti possibili. Chi evade il fisco danneggia tutto il tessuto sociale e carica sulle persone meno abbienti quello che i ricchi nascondono.
Altri che dovrebbero “cospargersi di cenere” sono quelle persone, del clero e del laicato, che ritengono il loro modo di essere cristiani l’unico possibile, autentico e valido. Sono rigidi con i dubbiosi e non credenti e presentano un Gesù severo e poco accogliente e per nulla dialogante. Gesù non era così; ci ha insegnato a non spegnere il lumicino fumigante. E la sua severità la usò con chi non accolse quelle profetiche parole che disse: “Voglio misericordia, non sacrifici”.

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domenica, marzo 22, 2009

 

Attualizzare la Quaresima

Su uno degli ultimi numeri di Ticino 7 ho letto un interessante articolo di Francesca Regotti che, partendo da uno scritto di Giordano Bruno "La cena delle ceneri", parla del digiuno e del silenzio: «Digiuno e silenzio camminano accanto come fratelli perché hanno una madre comune che è la bocca. È lì che si incontrano infatti, il cibo che entra nel corpo e la parola che ne esce. I medesimi organi che presiedono alla ingestione del cibo bocca, denti, lingua, vedono sorvegliano le parole in uscita. Golosità e verbosità sono sorelle avendo in comune il luogo e l’organo di origine».
Questo scritto, vero pensiero Quaresimale, dovrebbe spronarci, durante questo periodo in preparazione alla Pasqua al corretto uso dell’alimentazione e a un rispetto più profondo del silenzio. Corretto uso dell’alimentazione, perché questa sia innanzitutto sana, in secondo luogo controllata. Il bere e il mangiare troppo non sono soltanto un pericolo della salute fisica, lo è anche per la salute sociale. In un mondo dove molta gente muore di fame e di sete il non sapersi controllare nel cibo e nella bevanda è un profondo segno di ingiustizia. Ma anche il silenzio dovrebbe essere una ginnastica molto più esercitata da tante persone.
Quel bel detto: «Un bel silenzio non fu mai scritto», ci ricorda che tante volte il saper tacere è segno di saggezza, il non rispondere è segno di prudenza. A questi due esercizi per la Quaresima ne aggiungerei un terzo: il controllo dell’occhio davanti alla televisione. Meno televisione e più conversazione. Personalmente ho grossa difficoltà di accettare che durante un pranzo ed una cena si abbia il video aperto e la gente, mentre trangugia il cibo invece di discutere fra loro tendono occhio e orecchio a quello che parte da quel sacro tabernacolo che si chiama televisore.
Non voglio demonizzare questo mezzo di comunicazione, ma avendo fatto per 45 anni scuola negli istituti superiori del Cantone, in questo lungo lasso di tempo mi sono accorto, quanto gli studenti sono diventati più poveri nello scrivere e nel parlare. Ho paura che fra qualche anno ci accorgeremo di un calo di capacità scrittorie ed oratorie, proprio perché al posto della lettura ha preso il sopravvento la televisione.

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domenica, marzo 01, 2009

 

Tempo di Quaresima

È iniziata la Quaresima. Quasi si impone un’etic(hett)a di carattere religioso, soprattutto in un cantone come questo, dove non avrei mai pensato che l’organo legislativo trovasse quattro ore di tempo per discutere su questioni religiose. Avete già intuito? Si tratta della discussione in Gran consiglio sulla proibizione di costruire minareti. Ma forse non è stata una discussione sul tema religioso, la vera problematica era un’altra: l’accettazione o meno dello straniero e dei suoi simboli, della sua identità; l’accoglienza o meno delle idee diverse che per alcuni sono un inquinamento della nostra cultura, per altri sono un arricchimento, o per lo meno un confronto. Infatti i deputati non si sono divisi secondo le loro convinzioni religiose, ma secondo le loro idee politiche. Chi è per l’accettazione dello straniero e per chi vuole - se non cacciarlo a casa - almeno tenerlo strettamente a bada perché, potrebbe nuocere. Ecco perché la volontà di proibire i minareti è sorta dalla dichiarata e occulta destra e di altri di partiti. Non avrei avuto dubbio di come votare, anche perché con gli islamici nel canton Ticino ho sempre avuto degli ottimi rapporti. Ricordo in particolare due momenti: una notte di Natale, un’ora prima della celebrazione Eucaristica di mezzanotte, quattro signore davanti a tutta l’assemblea già riunita in Chiesa, hanno discusso sul senso del Natale, e fra queste ve n’era una di fede islamica che ha parlato della presenza di Maria nel Corano, l’unica donna citata in quel libro religioso.
In un’altra occasione, sempre nella mia chiesa, si è parlato del “Magnificat”, e anche allora una parte di quello stupendo inno è stato commentato da una donna islamica.
“Dobbiamo cercare ciò che ci unisce e non ciò che ci divide”, diceva Giovanni XXIII, e quello che ci unisce con l’Islam è il monoteismo. Abbiamo le stesse radici nel patriarca Abramo; dobbiamo quindi vivere insieme come fratelli, e se c’è una lotta da fare non è sui simboli religiosi, ma è contro il materialismo, la segregazione razziale, la lotta contro il diverso. Ecco perché quattro ore di discussione nel nostro legislativo, con un risultato più che consolante che permette, ai musulmani se ce ne fosse bisogno di costruire accanto alle loro Moschee il segno della loro presenza, è stato un momento in cui non lo spirito religioso, ma lo spirito di tolleranza ha trionfato.

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domenica, febbraio 10, 2008

 

Quaresima e Pasqua.


Se l’Avvento, tempo in preparazione al Natale, per molti si riduce ad una corsa ai regali, quello in preparazione alla Pasqua, la Quaresima, generalmente è più contenuto. Per i credenti dovrebbe essere un tempo di maggiore istruzione, maggiore generosità, maggior riflessione. Ma io vorrei che fosse così anche per i non credenti e non praticanti, perché tutti abbiamo bisogno di più cultura, di più aperture, di più approfondimento.

Più cultura. Di fronte al materialismo imperante l’alimentazione culturale è il maggior antidoto all’abbruttimento. Se poi questa cultura è nel campo della spiritualità, diventa un potente ricostituente per alimentare la parte nobile di noi stessi: lo spirito.

Più apertura verso gli altri, cioè generosità. I cristiani svizzeri hanno stimoli pressanti attraverso il “Sacrificio Quaresimale” (per i cattolici), il “Pane per i fratelli” (per i protestanti). Ma anche chi non ha una fede, chi non si riconosce in una confessione, non è esentato a pensare agli altri che stanno tanto male da avere la vita appesa ad un filo.

Più approfondimento. I cristiani in Quaresima sono invitati a “convertirsi”, parola che vuol dire “cambiare strada”. Ma per cambiare strada devi essere convinto che stai camminando su una via sbagliata. E questa persuasione la puoi acquistare solo se verifichi quali sono i tuoi programmi di vita, le tue mete, i tuoi valori, con onestà e sincerità senza paura di dire a te stesso: “Sono fuori strada. Sto sbagliando. Devo cambiare”.

Chi non è credente, è forse esentato dal fare questo lavoro? L’antico adagio filosofico “conosci te stesso”, vale anche per lui!

Quindi a tutti, credenti e non credenti, dopo il divertimento di carnevale, buona Quaresima.

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