domenica, marzo 08, 2009

 

Valore della famiglia

Nella mia Comunità vi è un bel gruppo di giovani coppie che animano i corsi in preparazione al sacramento del matrimonio. Quest’anno, oltre all’impegno di coordinare i vari gruppi nei tre corsi programmati, hanno deciso di impegnarsi a continuare la formazione dei neo-sposi con tre serate. La proposta risponde ad una richiesta insistente di quelle coppie che si interrogano sul loro vivere quotidiano. Le serate sono però aperte ad un pubblico più vasto, che ha a cuore la vita di coppia.
La prima conferenza, prevista il prossimo 10 marzo, sarà tenuta da don Sergio Chiesa. Più volte relatore in Ticino, don Chiesa è persona di indubbia competenza nel campo dell’educazione dei figli e degli adolescenti. Parlerà sul tema: “Figli: una risorsa o un problema per la coppia?”.
La seconda serata, che si terrà il 17 marzo, avrà per ospite una personalità di fama internazionale, la professoressa Giovannella Nasta Stropeni, psicologa e psicoterapeuta in sessuologia clinica. La signora Nasta parlerà sull’argomento: “Cosa unisce, cosa divide la coppia?”.
Infine la terza serata, prevista il 24 marzo, sarà dedicata ad una tavola rotonda alla presenza di tre coppie che offriranno al pubblico il loro “vivere quotidiano in coppia”, con la moderazione di Padre Callisto Caldelari e di Danilo Boggini.
Le serate avranno inizio alle 20.30 a Spazio Aperto, saranno gratuite e aperte a tutti gli interessati.
Se segnalo questi incontri non è per propaganda, ma perché da anni credo nel valore della coppia e della famiglia, valore che da qualche tempo viene sfacciatamente minato dai più deteriori modelli che presentano ai mezzi di comunicazione (per fortuna non nostrani) le loro scorribande amorose come conquiste di libertà e lotta contro la monotonia.

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domenica, ottobre 19, 2008

 

Comprendere e consolare

La settimana scorsa è stata tenuta una giornata di studio sull’atteggiamento della Chiesa cattolica rispetto ai divorziati. Partecipanti: le coppie che animano i corsi in preparazione al sacramento del matrimonio nella nostra diocesi. Relatori: un sacerdote di Bergamo, che ha dato vita a un’azione pastorale per i separati e divorziati, Don Eugenio Zanetti ed il sottoscritto.
La giornata tenuta al Centro San Ilario di Bioggio, è stata aperta il venerdì sera a Bellinzona presso il Centro Spazio Aperto con lo stesso tema. Da questi incontri, interessanti e vivi, sono emersi i seguenti problemi:
La Chiesa Cattolica è troppo severa contro quelle persone alle quali il matrimonio non è riuscito. Se sono passati a nuove nozze li esclude dai sacramenti, nega un momento liturgico in occasione del secondo matrimonio; sembrano atteggiamenti che non collimano con la “misericordia di Gesù”.
È indispensabile verificare meglio la capacità degli sposi di contrarre il sacramento del matrimonio. Se è vero, come dice l’evangelista Marco, 10, 1-12 che è Dio che “li ha uniti”, c’è da restare perplessi dal fatto che unisca persone che non credono in lui, persone che psichicamente non sono in grado di fissare il loro amore su una sola persona, o su chi non ha realizzato l’altra parola biblica “lascerà il padre e la madre…”, perché ha ancora il cordone ombelicale stretto coi propri genitori. Le condizioni per un matrimonio-sacramento sono alte, c’è da chiedersi quanti matrimoni celebrati in chiesa sono validi?
È indispensabile, anche da noi, che la Chiesa si mostri sollecita per aiutare i separati e divorziati a sviluppare la loro vita religiosa e spirituale. Non bastano dichiarazioni verbali che la “Chiesa non li rifiuta”, sono indispensabili atti concreti di accoglienza.
Solo così realizzeremo la parola di Cristo che dice: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi” da una vita matrimoniale diventata impossibile, fatta d’incomprensioni e di lotte, “ed io vi consolerò”.

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domenica, settembre 14, 2008

 

Preparazione al matrimonio in chiesa

Il fatto (riportato anche dal settimanale il Caffè) del matrimonio negato ad una persona che non avrebbe potuto procreare mi ha intrigato, perché tocca un’attività che mi vede impegnato da 40 anni: la preparazione dei fidanzati al sacramento del matrimonio. La coppia si è rivolta ad un parroco che non li ha trattati come doveva e che non si è consigliato con i suoi superiori, ma ha subito deciso di negare il matrimonio in chiesa. La coppia si è così rivolta alla Curia comunicando il fatto. Il Vescovo era assente, il suo segretario e il Vicario generale dicono loro che non vi è nessuna difficoltà e tantomeno ostacoli. Il Vescovo ha poi scritto alla coppia ribadendo che questo matrimonio avrebbe potuto essere celebrato. Quindi da parte dell’autorità ecclesiastica porte aperte e massima disponibilità.
Perché scrivo questo? Per prendere le difese del Vescovo o della Curia? Anche!
Ma perché anche a me capitano coppie che vengono a chiedere eccezioni per celebrare il sacramento del matrimonio, non seria come questa che eccezione non è, ma con mille pretese, le più strane e strampalate, le più appariscenti. Ne ho sentite alcune veramente “bestiali”, scusate il termine, come quella di far portare gli anelli all’altare dal cane di famiglia.
Ultimamente ho visto una piccola chiesa addobbata per le nozze che assomigliava ad una camera ardente, vi erano tanti fiori (una persona competente mi ha detto che la spesa degli addobbi floreali si aggirava attorno a fr. 5’000.-/7’000.-). Il sacerdote non aveva lo spazio sufficiente per celebrare la S. Messa su quell’altare, ingombrato da fiori. Poi ci sono le coppie che vanno a chiedere il sacramento del matrimonio a sacerdoti che non chiedono una seria preparazione; una o due sere, privatamente, senza confronto con altre coppie. Siamo seri, chi ci crede faccia le cose per bene, si prepari e accetti di essere aiutato per vivere un’esperienza veramente religiosa. Ed i sacerdoti siano accoglienti ma anche esigenti.

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domenica, ottobre 21, 2007

 

Matrimonio

L’autunno è il periodo dei matrimoni. Quello che una volta era il mese di maggio, oggi sono il mese di settembre e ottobre. Non vi so dire il perché, forse durante le vacanze estive gli sposi hanno più tempo di preparare la festa. E che di festa si tratta ve lo posso testimoniare. Non so cosa fanno quelli che si sposano solo in civile, so cosa organizza per la chiesa chi chiede il matrimonio religioso senza molta convinzione, accentua e moltiplica la pompa. Secondo me, più la cerimonia la si vuole festosa, meno c’è spiritualità. Coloro invece che, per il loro matrimonio religioso, sono d’accordo di organizzare col celebrante un momento liturgico semplice, ma nello stesso tempo sentito, meno desiderano fronzoli e spettacolo.
Purtroppo la celebrazione di ogni matrimonio mi pone il seguente interrogativo: questa coppia rimarrà unita? Potrei dire loro quella frase che un vecchio parroco disse a due suoi giovani parrocchiani al fine di una Messa nuziale: “Sia la prima e l’ultima volta!”. È chiaro con il 50% delle coppie che divorziano l’interrogativo sulla tenuta di ogni matrimonio è lecito. Personalmente posso solo affermare che in 25 anni di parrocchia al Sacro Cuore di Bellinzona, ho benedetto più di 250 matrimoni e, da quanto sono a conoscenza, solo il 15%-17% non ha continuato. Alziamo pure la percentuale al 20%, siamo ancora lontani dal 50%. Il che vuol dire che una buona preparazione è garanzia di continuità. E penso che questo risultato sia frutto di una preparazione seria ed impegnata ed anche del fatto di sconsigliare il matrimonio in chiesa a chi non si sente più cristiano, a chi non condivide il vangelo, a chi non conosce la persona di Cristo.

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